Fondazione Prada Milano

La Fondazione Prada è un’istituzione culturale fondata nel 1993, presieduta da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, dedicata alla realizzazione di progetti di arte contemporanea, cinema, fotografia, filosofia, danza e architettura.
Fondazione Prada ha tre sedi: la principale di 20.000 metri quadri a Milano (Largo Isarco nel quartiere Vigentino), Osservatorio (Galleria Vittorio Emanuele II, Milano) lo spazio dedicato alla fotografia, e Ca’ Corner della Regina a Venezia. (con la Biblioteca andremo a isitare il 18 aprile 2024 la sede di Largo isarco)

LA STRUTTURA

La sede principale di Milano si trova in largo Isarco, a sud della città ed è stata aperta al pubblico il 9 maggio 2015. Il progetto di OMA, guidato da Rem Koolhaas, la comprende magazzini, laboratori e silos di fermentazione parte della riqualificazione di una distilleria di gin dell’inizio del XX secolo e tre nuovi edifici.

La sede di Milano della Fondazione Prada, espande il repertorio delle tipologie spaziali in cui l’arte può essere esposta e condivisa con il pubblico. Caratterizzata da un’articolata configurazione architettonica che combina edifici preesistenti e tre nuove costruzioni (Podium, Cinema e Torre), è il risultato della trasformazione di una distilleria risalente agli anni dieci del Novecento.
Nel progetto di OMA coesistono quindi due dimensioni: l’opera di conservazione e l’ideazione di una nuova architettura che, pur rimanendo distinte, si confrontano in un processo di continua interazione. Situato in Largo Isarco, nella zona sud di Milano, il complesso si sviluppa su una superficie totale di 19.000 m2.


La Torre segna il completamento della sede di Milano. L’edificio, alto 60 metri, è realizzato in cemento bianco strutturale a vista. Ciascuno dei nove piani della Torre offre una percezione inedita degli ambienti interni attraverso una specifica combinazione di tre parametri spaziali: pianta, altezza e orientazione. Metà dei livelli si sviluppa infatti su base trapezoidale, gli altri su pianta rettangolare. L’altezza dei soffitti, crescente dal basso all’alto, varia dai 2,7 metri del primo piano agli 8 metri dell’ultimo livello. Le facciate esterne sono caratterizzate da una successione di superfici di vetro e cemento, che attribuiscono così ai diversi piani un’esposizione alla luce sul lato nord, est o ovest, mentre l’ultima sala espositiva è dotata di luce zenitale. Il lato sud della Torre presenta una struttura diagonale dentro la quale si inserisce un ascensore panoramico
Come sostiene Rem Koolhaas: “Il progetto della Fondazione Prada non è un’opera di conservazione e nemmeno l’ideazione di una nuova architettura. Queste due dimensioni coesistono, pur rimanendo distinte, e si confrontano reciprocamente in un processo di continua interazione, quasi fossero frammenti destinati a non formare mai un’immagine unica e definita, in cui un elemento prevale sugli altri. Vecchio e nuovo, orizzontale e verticale, ampio e stretto, bianco e nero, aperto e chiuso: questi contrasti stabiliscono la varietà di opposizioni che descrive la natura della nuova Fondazione. Introducendo numerose variabili spaziali, la complessità del progetto architettonico contribuisce allo sviluppo di una programmazione culturale aperta e in costante evoluzione, nella quale sia l’arte che l’architettura trarranno beneficio dalle loro reciproche sfide”.

LA FONDAZIONE

Fondazione Prada, un’istituzione culturale creata nel 1993 da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, opera nella convinzione che l’arte e lo studio siano utili e necessari per comprendere i cambiamenti che avvengono nel mondo attraverso prospettive inedite e coinvolgenti. Come sottolinea la Presidente e Direttrice Miuccia Prada, “fin dall’inizio attraverso le attività della Fondazione ho voluto affrontare l’indagine della cultura umana nella sua varietà e complessità. Nel corso di questi trent’anni mi sono interrogata in varie forme su come la ricerca artistica e intellettuale possa incidere sulla vita delle persone. Cercare risposte sempre più attuali a questa domanda è lo scopo fondamentale della Fondazione.”


Nei primi due decenni di attività la Fondazione ha commissionato progetti utopici e monografie in Italia e all’estero a riconosciute figure internazionali, artisti affermati ed emergenti. Dal 2002 sono stati anche intrapresi percorsi di ricerca fino ad allora inesplorati presentando conferenze di filosofia, mostre di architettura e iniziative dedicate al cinema. Una vasta rete di collaborazioni con artisti, curatori, scienziati, studiosi, registi, architetti, musicisti e intellettuali e un’articolata programmazione, che si estende attualmente nelle tre sedi di Milano e Venezia, inaugurate tra il 2011 e il 2016, e, dal 2018, in altri spazi a Shanghai, Tokyo e New York, permettono di dialogare con un pubblico internazionale e plurale. Nel 2011 è stato inaugurato lo spazio espositivo di Venezia, il palazzo settecentesco di Ca’ Corner della Regina, dopo un restauro dell’edificio finalizzato a preservarne il patrimonio artistico e architettonico. Ogni anno, in occasione delle Biennali Arte e Architettura, Fondazione Prada presenta a Venezia mostre di ricerca e progetti sperimentali.
La sede di Milano è stata aperta nel 2015 e progettata dallo studio OMA guidato da Rem Koolhaas. La sua articolazione riflette la vocazione multidisciplinare della Fondazione che si afferma come un laboratorio di idee, uno spazio in cui la coesistenza tra discipline e linguaggi genera risonanze e intersezioni culturali imprevedibili. Il programma della sede di Milano prevede, in particolare, mostre d’arte e di archeologia, progetti e convegni scientifici, eventi musicali, performance di danza e attività educative. Installazioni permanenti e interventi site specific di artisti contemporanei rintracciano la storia e l’identità della Fondazione completandone l’offerta culturale. Dal 2016 Osservatorio, uno spazio espositivo ospitato all’interno della Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, è dedicato alla sperimentazione dei linguaggi visivi e alla ricerca di potenziali connessioni tra tecnologia e altre espressioni culturali.


Negli ultimi due decenni Fondazione Prada ha promosso numerose attività nell’ambito del cinema esplorando i legami tra immagini in movimento e arti visive. Con la sua programmazione regolare la Fondazione vuole valorizzare il vasto spettro della creazione cinematografica, contemporanea e meno recente, in tutta la sua ricchezza e diversità. Nel 2023 la sala di proiezione della sede di Milano ha assunto il nome di Cinema Godard per rinforzare il legame ideale con il regista franco-svizzero che nel 2019 ha concepito e realizzato per la Fondazione le sue due uniche installazioni permanenti aperte al pubblico.
Il progetto “Human Brains” è il risultato di un approfondito processo di ricerca, intrapreso nel 2018 con il supporto di un comitato scientifico, nell’ambito delle neuroscienze. È guidato da un forte interesse a comprendere il cervello umano, la complessità delle sue funzioni e la sua centralità nella storia dell’uomo. Per un’istituzione culturale come la Fondazione, “Human Brains” rappresenta una sfida, in quanto contribuisce a dar voce alle idee dei ricercatori che hanno un impatto concreto sulle vite di ogni individuo.
Dal 2018 Fondazione Prada ha ulteriormente ampliato il suo raggio d’azione presentando le proprie attività anche in tre centri internazionali in Cina, Giappone e Stati Uniti. Prada Rong Zhai a Shanghai, Prada Aoyama a Tokyo e Prada Broadway Epicenter a New York accolgono regolarmente una serie di progetti come mostre di ricerca, monografie, commissioni artistiche e incontri pubblici con studiosi e personalità del mondo della cultura, presentate da Prada con il supporto della Fondazione.


Nel 2023 è stato istituito un Comitato di indirizzo che opera a stretto contatto con la Presidente e Direttrice Miuccia Prada e il gruppo di lavoro interno della Fondazione.
I suoi compiti principali sono individuare le aree di ricerca più stimolanti per lo sviluppo di progetti in grado di avere un impatto sul dibattitto culturale contemporaneo. Ogni componente contribuisce a un intenso confronto teorico partendo da discipline e ambiti specifici: dall’educazione e i visual studies alle neuroscienze, dalle pratiche sociali al cinema e ai linguaggi visivi, fino ai dialoghi tra culture.
Fondazione Prada incoraggia dinamiche partecipative e inclusive che tengono conto di una molteplicità di identità, sensibilità e istanze sollevate dalle comunità e dai singoli individui. Un’attenzione particolare è rivolta ai giovani e alla loro formazione che si traduce in una serie di progetti destinati ai bambini e agli studenti e di attività educative ed espositive sviluppate con scuole, università e centri di ricerca italiani e internazionali nell’ambito delle arti visive e delle materie umanistiche e scientifiche.

ATLAS: LA COLLEZIONE PERMANENTE

“Atlas” è un progetto espositivo che presenta al pubblico un repertorio di opere di artisti contemporanei, favorendo un confronto diretto e un’esperienza non mediata con le arti visive. È una riflessione non solo sulla storia di Fondazione Prada, caratterizzata dalla sperimentazione ambientale e dall’approfondita ricerca storica e tematica, ma anche sull’uso dello spazio che lo accoglie, ovvero la Torre.
“Atlas” è un progetto concepito per cambiare nel tempo, un piano alla volta, parte di un processo mai concluso ma pronto a incorporare nuove sollecitazioni e interpretazioni. La sua natura instabile diventa un paradigma per indagare le modalità di programmazione di uno spazio espositivo e il significato di un display permanente in un luogo dedicato alla cultura contemporanea.
Dal 29 novembre 2023 il quinto piano si rinnova con l’allestimento dell’opera Suddenly This Overview (1981– 2012) di Fischli/Weiss. L’installazione, concepita come un’enciclopedia soggettiva, raccoglie una serie sculture in argilla realizzate dai due artisti dal 1981 al 2012.
“Atlas” riunisce installazioni, dipinti, arazzi e sculture in una successione di spazi che accolgono assoli o confronti, creati per assonanza o contrasto, tra artisti come Carla Accardi (Italia, 1924-2014) e Jeff Koons (Stati Uniti, 1955), Walter De Maria (Stati Uniti, 1935-2013), Goshka Macuga (Polonia, 1967) e Betye Saar (Stati Uniti, 1926), Fischli/Weiss (Svizzera, 1952/1946-2012), William N. Copley (Stati Uniti, 1919-1996) e Damien Hirst (Regno Unito, 1965), John Baldessari (Stati Uniti, 1931-2020) e Carsten Höller (Belgio, 1961).
L’insieme delle opere esposte, realizzate tra il 1960 e il 2016, rappresenta una possibile mappatura delle idee e delle visioni degli artisti che hanno contribuito allo sviluppo delle attività della Fondazione dal 1993 a oggi. “Atlas” testimonia così un percorso tra personale e istituzionale, in evoluzione, aperto a interventi temporanei e tematici, a progetti ed eventi speciali, con possibili integrazioni provenienti da altre istituzioni.

IL BAR LUCE (di Wes Anderson)

Progettato dal regista americano Wes Anderson nel 2015, il Bar Luce ricrea le atmosfere di un tipico caffè della vecchia Milano.
Come racconta Anderson, “quando ho progettato questo bar il mio approccio è stato l’opposto rispetto a quello che faccio per i set dei miei film. Ho cercato di creare un luogo dove andare cinque volte alla settimana. Da ragazzo volevo diventare architetto, perciò questa per me è stata l’occasione perfetta per fingere di esserlo davvero!”
Il Bar Luce è stato pensato dal regista “per essere vissuto, con posti comodi dove sedersi, conversare, leggere, mangiare e bere”. Come osserva Anderson, “credo sarebbe un ottimo set, ma anche un bellissimo posto per scrivere un film. Ho cercato di dare forma a un luogo in cui mi piacerebbe trascorrere i miei pomeriggi non cinematografici”.
Il caffè è ospitato all’interno del primo edificio che i visitatori incontrano entrando alla Fondazione Prada. La gamma cromatica, gli arredi di formica, le sedute, il pavimento e i pannelli di legno che rivestono le pareti ricordano la cultura popolare e l’estetica dell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta, a cui Anderson si era già ispirato per il cortometraggio Castello Cavalcanti (2013). Il soffitto a volte e la parte superiore delle pareti riproducono in miniatura la copertura in vetro e le decorazioni della Galleria Vittorio Emanuele, uno dei luoghi-simbolo di Milano. Due capolavori del Neorealismo italiano, Miracolo a Milano (1951) di Vittorio De Sica e Rocco e i suoi fratelli (1960) di Luchino Visconti, sono tra le altre fonti di ispirazione per il progetto.

 

LA MOSTRA: PINO PASCALI

Fondazione Prada presenta un’ampia retrospettiva dedicata all’artista italiano Pino Pascali (1935-1968). Il progetto approfondisce il carattere innovativo della sua opera, specialmente in relazione alla produzione scultorea, che negli ultimi cinquant’anni ha avuto un impatto fondamentale su diverse generazioni di artisti e critici e continua ad attirare l’attenzione del pubblico internazionale.

A cura di Mark Godfrey, la mostra si divide in quattro sezioni, ciascuna delle quali propone una precisa prospettiva sulla produzione di Pascali, e si sviluppa in tre edifici della sede di Milano: il Podium, la galleria Nord e la galleria Sud. Concepito da 2×4, il percorso allestitivo include quarantanove opere di Pino Pascali provenienti da musei italiani e internazionali e da prestigiose collezioni private; nove lavori di artisti del secondo dopoguerra; una selezione di fotografie e un video che ritraggono l’artista con le sue opere.

Nato a Bari nel 1935, Pino Pascali si trasferisce a Roma nel 1955 per studiare scenografia presso l’Accademia di Belle Arti. Lavora come aiuto scenografo in diverse produzioni televisive Rai e collabora come designer e scenografo per il cinema e per alcune agenzie pubblicitarie. Nel 1965 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria La Tartaruga di Roma. Nel 1968 muore tragicamente in un incidente in moto all’età di trentadue anni, nello stesso anno della sua presentazione monografica alla Biennale d’Arte di Venezia.

Come scrive Mark Godfrey nel testo pubblicato in catalogo, “Pascali ha esplorato il rapporto tra scultura ed elementi di scena e ha contrapposto scultura e oggetti d’uso. Ha creato opere che da lontano sembrano dei ready-made, ma che a uno sguardo ravvicinato si rivelano essere realizzate con materiali di recupero. Si interrogava sulle potenzialità di una scultura ‘finta’ o ‘simulata’. Intitolava le opere come fossero corpi solidi, strizzando l’occhio al suo pubblico, a sua volta consapevole che si trattava di volumi vuoti. Usava elementi naturali come la terra e l’acqua insieme a materiali da costruzione come l’eternit, e divideva i suoi mari e campi in unità modulari. Portava in studio nuovi prodotti di consumo e tessuti sintetici per creare animali, trappole e ponti. E se la complessità del suo approccio alla scultura è indiscutibile, il fattore che rende la sua pratica artistica così geniale e originale è un altro. Pascali è un artista sempre attuale perché era un ‘esibizionista’. […] Pascali comprendeva che gli artisti del dopoguerra dovevano dedicare altrettante energie all’attività espositiva quante quelle dedicate a rifinire le opere in studio”.

Il progetto espositivo è composto da quattro sezioni. La prima analizza l’approccio con il quale Pascali ha realizzato le sue mostre dal 1965 al 1968, creando ambienti originali piuttosto che semplici selezioni di opere dal suo studio. La seconda parte esplora i suoi più significativi interventi in importanti mostre collettive di quegli anni e include i lavori degli artisti che hanno esposto insieme a lui. La terza sezione esamina l’interazione di Pascali con le sue sculture nelle fotografie scattate da Claudio Abate, Andrea Taverna e Ugo Mulas e come queste immagini suggeriscono fantasiose modalità di approccio al suo lavoro. La quarta sezione indaga l’utilizzo da parte di Pascali di materiali naturali e industriali, studiando la loro provenienza, il loro impiego in ambito commerciale, quali altri artisti ne hanno fatto uso e il loro sviluppo nel tempo.

Poichè ancora non sono disponbili immagini dell’allestimento della mostra per approfondire la figura di pascali vi suggeriamo questo servizio sul museo intitolato all’artista situato a Poligano a mare

https://www.la7.it/bellitalia-in-viaggio/video/polignano-museo-darte-contemporanea-pino-pascali-16-11-2021-408732