Il Comune di Corbetta  propone dal 19 Marzo al 26 settembre un ciclo di percorsi culturali organizzati con la Biblioteca Comunale Corbetta. Le mete scelte quest’anno, e che saranno raggiunte con trasporto in autobus, sono:

📍Cimitero Monumentale di Milano
📍Torino e Palazzo Reale
I percorsi culturali comprendono il trasporto in autobus con partenza da Piazza Beretta e la visita guidata
LE ISCRIZIONI VANNO EFFETTUATE IN BIBLIOTECA DURANTE GLI ORARI DI APERTURA A PARTIRE DA SABATO 24 FEBBRAIO 2024 FINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI DISPONIBILI
NO PRENOTAZIONI MAIL, NO PRETONAZIONI TELEFONICHE

Martedì 19 Marzo 2024
Partenza ore 13.00

CHIESA DI SAN MAURIZIO AL MONASTERO MAGGIORE E MUSEO ARCHEOLOGICO DI MILANO

Costo € 25,00
Durata visita guidata 1,5 oreSan Maurizio al Monastero Maggiore è una chiesa di Milano di origine paleocristiana, ricostruita nel Cinquecento e già sede del più importante monastero femminile della città appartenente all’ordine benedettino. Collocata all’angolo tra via Luini e corso Magenta, è decorata internamente con un vasto ciclo di affreschi di scuola leonardesca e viene anche detta la “Cappella Sistina” di Milano o della Lombardia
San Maurizio è molto particolare nella sua struttura, che colpisce per la sua originalità. Era infatti la chiesa dell’ex Monastero Maggiore, il più vasto e antico cenobio femminile di Milano: fu iniziata nel 1503 non solo per la cittadinanza ma anche per le monache di clausura, che però non potevano entrare in contatto con il pubblico. Ecco allora la singolare divisione della chiesa in due metà: quella verso la strada – la parte pubblica – è separata da un tramezzo dal cosiddetto Coro delle Monache, riservato alle sole religiose (che sentivano Messa e si comunicavano grazie a una grata posta sul tramezzo stesso).

Ma lo spettacolo è dato soprattutto dalla decorazione. Alle pareti e sul soffitto, è un tripudio di dipinti, stucchi, affreschi che ricoprono ogni spazio, sia nella parte pubblica sia nel Coro delle Monache. Il genius loci è Bernardino Luini, che vi operò con la sua scuola dal 1522 al 1529, ritraendo storie di santi, parabole, episodi della vita di Cristo e biblici. Una straordinaria espressione della pittura rinascimentale lombarda, tanto che il ciclo di affreschi è stato definito da Vittorio Sgarbi “la Cappella Sistina di Milano”.
Gli storici dell’arte notano soprattutto gli affreschi sul tramezzo, tra cui il martirio di San Maurizio e San Sigismondo che offre a San Maurizio il modello della chiesa. I meno preparati, invece, sono colpiti da altre scene piuttosto originali, come la figura di spalle che sembra guardare altrove, nella parte pubblica della chiesa, e il grande affresco dell’arca di Noè – con tanto di unicorni! – nel Coro delle Monache. Ma i particolari da scoprire sono quasi infiniti – si starebbe ore a cercarli, tra il cielo stellato sotto il coro e la dolorosa Deposizione sopra una porticina d’ingresso.
Le origini delle CIvico museo archeologico di Milano risalgono all’Ottocento, quando l’Accademia di Brera comprese l’importanza di un museo archeologico collegato agli studi artistici propri dell’accademia. I reperti della collezione archeologica del Museo illustrano, con l’aiuto di plastici e ricostruzioni, i vari ritrovamenti di epoca greca, etrusca e romana rinvenuti in area lombarda; la sezione dedicata al periodo romano ricostruisce l’ambiente e la vita quotidiana della Milano capitale, ricca di spunti culturali diversi come testimoniano la Coppa diatreta Trivulzio e la Patera di Parabiago.
Dal 286 d.C. al 402 d.C. Milano fu infatti capitale dell’Impero Romano: aveva un foro, il Palazzo imperiale, le terme, un teatro, delle basiliche, un circo e persino un anfiteatro, tutti edifici che emergono bene dal plastico che ricostruisce la città antica e che apre il percorso museale. Seguono le raccolte degli oggetti d’uso comune e frammenti di mosaici, sculture e dipinti provenienti da case e da edifici. La capitale lombarda fu anche la città in cui il primo imperatore cristiano, Costantino, promulgò l’Editto di Milano nel 313 d.C. che consentiva ai cristiani di professare il proprio culto, dopo secoli di persecuzioni: alcune lapidi paleocristiane testimoniano la precoce nascita dell’arte cristiana in quest’area.
Milano è una città che ha sempre nascosto le vestigia del proprio passato in nome di una modernità più incipiente che ne ha sostituito la fisionomia, ma al Museo Archeologico si riesce ancora ad avere un’idea di come fosse la città antica e calarsi nella sua atmosfera perduta.

Giovedì 18 aprile 2024

Partenza ore 13.30

FONDAZIONE PRADA, MILANO

Partenza ore 13.30
Durata visita guidata 3 ore
La Fondazione Prada è un’istituzione culturale fondata nel 1993, presieduta da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, dedicata alla realizzazione di progetti di arte contemporanea, cinema, fotografia, filosofia, danza e architettura. Fondazione Prada ha tre sedi: la principale di 20.000 metri quadri a Milano (Largo Isarco nel quartiere Vigentino che sarà la meta della nostra visita), Osservatorio (Galleria Vittorio Emanuele II, Milano) lo spazio dedicato alla fotografia, e Ca’ Corner della Regina a Venezia.
La sede principale di Milano si trova in largo Isarco, a sud della città ed è stata aperta al pubblico il 9 maggio 2015. Il progetto di OMA, guidato da Rem Koolhaas, la comprende magazzini, laboratori e silos di fermentazione parte della riqualificazione di una distilleria di gin dell’inizio del XX secolo e tre nuovi edifici.
Il complesso si sviluppa su una superficie totale di 19.000 m2, di cui 11.000 m2 saranno utilizzati per le attività espositive.
Nel 2018 viene edificata la Torre che segna il completamento della sede di Milano. L’edificio, alto 60 metri, è realizzato in cemento bianco strutturale a vista. L’edificio è costituito da 5 piani espositivi che ospitano il progetto “Atlas” che riunisce opere della Collezione Prada. Al sesto piano si trova il Ristorante Torre.
La sede di Milano si compone quindi di sette edifici preesistenti e tre nuove strutture: Podium, uno spazio per mostre temporanee; Cinema, un auditorium multimediale; e Torre. All’interno della Fondazione si trovano un bookshop, il Bar Luce ispirato all’atmosfera della vecchia Milano progettato dal regista americano Wes Anderson e L’Accademia dei bambini, un’area didattica dedicata ai bambini e sviluppata con gli studenti dell’École nationale supérieure d’architecture de Versailles.
E’ prevista la visita guidata sia della collezione permanente sia della mostra temporanea  dedicata a Pino Pascali (Italia, 1935 – 1968).

Giovedì 23 maggio 2024

Partenza ore 13.00

CIMITERO MONUMENTALE, MILANO

Costo € 21,00

Durata visita guidata 2 ore

Raccontare la memoria collettiva di una città è impresa impegnativa e sempre insidiosa: raccontare Milano, partendo dal Monumentale, si propone invece un percorso affascinante e ricco di tante sorprese.
Il Cimitero Monumentale è per sua stessa natura il luogo dove, ospitando le spoglie dei cittadini, se ne custodiscono, onorano e tramandano la memoria, i ricordi, le azioni.
Per l’altissimo valore artistico delle sculture e delle architetture presenti al suo interno, il Cimitero Monumentale è tra i più importanti d’Italia e d’Europa a livello culturale.
Un vero e proprio museo “a cielo aperto”.
Nel 1837 nasceva l’idea di istituire a Milano un unico grande cimitero per sostituire i numerosi e insalubri camposanti sparsi all’interno del tessuto cittadino. Alle considerazioni di tipo igienico si aggiungeva il desiderio di ospitare le sepolture in un luogo decoroso e adatto al crescente sentimento di pietà verso i defunti e al culto della loro memoria. Fu così che nel 1860 l’idea si concretizzo nei programmi del nuovo Municipio che, avendo come obiettivo la riqualificazione urbanistica e l’arricchimento civile della città, bandiva un concorso per la costruzione del nuovo Cimitero Monumentale che doveva essere destinato alle sepolture a tempo e a quelle a perpetuità. Il concorso si svolse in diverse fasi: l’elaborato migliore fu quello di Carlo Maciachini (1818-1899), che, nato da umili origini a Induno Olona, si trasferì a Milano operando come intagliatore in legno e successivamente si educò all’architettura attraverso la frequentazione dei corsi dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Alla fine del 1863, il progetto di Maciachini venne approvato in via definitiva e si diede subito inizio ai lavori di costruzione. Il 2 novembre 1866 il Cimitero, seppure ancora incompleto nelle parti architettoniche, fu disponibile per le inumazioni e venne aperto con cerimonia solenne e la benedizione di rito. Nel 1870 si completava il recinto in muratura, nel 1873 l’Ossario centrale, allora con soprastante cappella cattolica e nel 1887 il Famedio che suggellava con la sua imponente presenza sul piazzale di ingresso una prima e decisiva conclusione dell’opera. Nel corso degli anni il Monumentale è stato più volte ampliato fino a raggiungere la superficie attuale di circa 250.000 mq.
Il piazzale del Cimitero, che procedendo dal centro della città appare in fondo a Via Ceresio, si estende su un’area di circa 5.000 mq. L’intera struttura cimiteriale si articola in modo ortogonale e simmetrico rispetto alla forma centrale del cortile d’ingresso.
L’imponente edificio è riccamente decorato con fasce marmoree, realizzate con Pietra Simona della Val Camonica e Pietra di Sarnico e con inserti in Pietra di Viggiù; i colonnati d’accesso alle gallerie laterali sono realizzati in granito bianco e rosa di Baveno. Dall’edificio centrale partono, lungo l’asse levante-ponente della facciata, dei porticati simmetrici chiamati Gallerie. Queste collegano, ortogonalmente l’edificio alle Edicole (costruzioni sopraelevate ad impianto poligonale che fungono da snodi nei punti di intersezione dei porticati). La sistemazione del vasto terreno segue criteri che possiamo definire di tipo urbanistico, dove si presta attenzione ai collegamenti, si creano direttrici principali e secondarie, si aprono slarghi e piazzali ponendo i monumenti come punti di riferimento e fulcri visivi dei viali. Il Cimitero è percorso in tutta la sua lunghezza da un viale centrale che lo suddivide in due parti simmetriche e che, inframezzato dall’edificio dell’Ossario e dalla Necropoli, si conclude nel Tempio Crematorio.
Il Cimitero è stato pensato per dare un servizio alla cittadinanza, dove il culto religioso dei defunti si intreccia alla valenza civile. A questo proposito sono stati dedicati due Riparti con spazi e ingressi autonomi, uno a Ponente per la popolazione acattolica e uno a Levante per la popolazione ebraica.

Giovedì 26 settembre 2024

TORINO: PALAZZO REALE

I dettagli di questa uscita verranno comunicati nel mese di maggio
Solo per questa uscita le iscrizioni inizeranno dal 25 maggio 2024