Anche questa volta tanto per cambiare vi parlo di un’altra uscita con la nostra mitica biblioteca: si tratta della visita al cimitero Monumentale di Milano.

Era da un po’ di anni  che volevo visitare questo luogo, perché avevo tanto sentito parlare delle sue tombe monumentali; continuavo a chiedere a mia sorella  informazioni per andare a visitare il cimitero Monumentale di Milano.

Curioso come sono non ho potuto perdere l’occasione quando la Biblioteca lo ha inserito nel programma delle uscite culturali, anche se i bibliotecari mi hanno avvisato “guarda Andrea che c’è tanto da camminare!”.


Ci sono tante  belle e grandi tombe, come l’edicola Besenzanica che raffigura un contadino con dei tori, che impressiona per le sue dimensioni.

Ce ne sono di ancora più grandi e lavorate   come l’edicola Bernocchi  Bernocchi” con decine di statue in Marmo.

Poi cosa posso dire  del Famedio!
Il Famedio, inteso come tempio daella fama, è una costruzione grande posta all’entrata del cimitero ed  è la cosa che si vede per prima.
È il luogo dove riposano le persone famose come da : Alessandro  Manzoni, Giuseppe  Vedi  a Carla Facci  o  Gino Bramieri .

Non so però se sapete  che a Milano non c’è solo questo cimitero: il monumentale è “vip” e ospita persone e famiglie famose e benestanti della città. Non so esattamente quanti cimiteri ci sono a Milano.
Io ho visitato il cimitero maggiore o Musocco che è cosi grande che c’è pure un autobus che gira al suo interno.
Mi ricondo le camminate dentro al Musocco che per me erano maratone con il mio con il mio papà  e la zia Anna  a trovare i miei nonni e lo zio.
La nonna  era  morta da un poì di anni, cosi era stata messa  negli ossari situati in “cantina”,
Era un posto cosi tetro, che ogni tanto io dicevo “io resto qui fuori”. Detestavo andare la sotto.
Dopo la morte della zia, abbiamo trasferito i nonni qui al cimitero di Corbetta, cosi  ogni tanto passo in bici.

Visto che sono già  lì vado a trovare gli amici di famiglia come la signora Mariuccia, il signor Vitale, il papà di mio cognato o chi mi salta in testa.

Il  cimitero che visito più spesso è però quello di  Cassolnuvo dove ora c’è  il mio papà nella cappella di famiglia. É un cimitero in parte vecchio simile a tutti gli altri cimiteri della nostra zona.
Le varie parti del camposanto sono costituite da un cortili circondato dalle cappelle con le porte di vetro. Con il vetro è  un guaio perchè all’interno  si gela d’inverno e invece in estate è una serra; cosi i fiori sono tutti di stoffa. Cassolnovo è un passe più piccolo di Corbetta, ma il cimitero è quattro volte il nostro.

Non finito qui il mio giro tra i cimiteri. Vado  anche a Cerano!  Si avete letto bene il paese dell ‘ex capo  della biblioteca Paolo. Perché la mia nonna materna era di lì. Così una  volta all’anno si va. E’  un cimitero un po’ fatto strano perché  ci sono tante tombe o cappelle fatte  in maniera diversa. Per citarne solo due: una è costruita con la parte alta completamente in  vetro,  l’altra invece mi sembra la “casa della famiglia Addams” anche se è più vecchia del telefilm. Tutto intono c’è un porticato composto da varie arcate  sotto le quali si trovano diverse tombe anche collocate a livello del pavimento.

Devo infine citare il cimitero di Dervio e quello di Bormio. Da quando mia cugina Bruna è  andata ad abitare su lago di Como a Dervio ha portato i sui genitori e i suoceri al cimitero del paese.
Visto che il paese è piccolo ed è sopratutto è una localita  per le vacanze,  il campo santo è  minuscolo. Lo so perché  quando sono su da mia cugina, vado a fare visita alla  zia. Posso dire che ci metto solo tre minuti a girarlo tutto. Quando sono su da lei c’è una sua amica la  Sing.ra Rosaria che ha i sui genitori a Bormio. Bormio  è una bella grande città, ma ha il cimitero più piccolo che ho visto, poi non ha neanche  la luce  elettrica.