E’ trascorso da poco il carnevale. Mi sono detto: perché non raccontarvi i miei carnevali?

Mi piace vestirmi in maschera fin da bambino.
E mi ricordo che all’elementari il giovedì gasso si andava a scuola vestiti in maschera, e si giocava tutto il giorno.

Le maschere che andavano di più erano: le damine  per le  bambine mentre far noi maschetti c’erano tanti cowboy.
Quanti duelli con spade o pistole in mezzo a mucchi di stelle filanti!

Io mi sono vestito dapprima da robot, poi cowboy, pagliaccio, pirata e principe azzurro.
Tutti  i miei vestiti sono stati fatti  dalla mia mamma.
Poi ogni tanto mi portavano a vedere i carri di carnevale a Corbetta, o mi divertivo in giardino a  vestire anche i miei cani: ma che bravi (e pazienti) che erano!

Poi  alla meta degli anni novanta  ci sono stati i carnevali più divertenti:   io vivo  in mezzo ai campi; nella mia via ci sono cinque villette.
Tra vicini ci venne  in mente di fare alla  sera di carnevale una cena tutti insieme in maschera: c’era da morie  dal ridere a vedere i vari costumi.

Era tradizione che mia mamma e la signora Vitale, una nostra vicina,  facessero  sempre una maschera in coppia, una volta  si sono vestite da bambine ed un altro anno da galline!

Mentre i  mariti un anno si sono travestiti  in coppia di rosa: uno da Pantera Rosa e uno da Tenerone  (personaggio del programma Drive In che solo i meno giovani ricorderanno).
C’erano anche i  signori Panachia:  lei un anno aveva fatto l’Ape Maia; mentre il signor Panachia a inizio fest si calava nella parte della maschera scelta e non ne usciva per tutta la serata.
Così un anno si travestì da Pulcinella , l’anno dopo era il diavolo,  l’anno successivo da donna ma caso volle che proprio  quello stesso anno  mio papà fosse vestito da sultano.
Visto che il signor Panachia era ben calato nella sua maschera: che risate!
Che anni meravigliosi,  ancora oggi quando guardo le foto mi viene da ridere.

Poi secondo me il carnevale ha i dolci che più mi piacciono: tra le chiacchiere e le frittelle  sono un golosaccio; soprattutto mangio in gran quantità frittelle belle calde:

Anche se in ritardo vi auguro buon Carnevale