Come tutti  gli anni la settimana dopo la Pasqua si è svolta la Festa del Perdono ovvero la fiera di Corbetta.

Per questo motivo le scuole  del paese fanno vacanze pasquali più lunghe di altri  posti.

Io, che ormai sono alla soglia dei 50 anni, ho tantissimi ricordii della fiera che  scandiscono diversi periodi della mia gioventù.

Qaundo frequentavo le elementari, ho passato alcune feste dietro la bancarella  della Cooperativa del Sole,  che si trovava in Piazza Beretta.

Io e una ex compagna,  la Mara,  con le  nostre madri si andava sulle giostre in Piazza 1° maggio. Dopo aver fatto i nostri vari giri sulle giostre,  per finire in bellezza salivamo sul trenino che girava per Corbetta: c’era un austista troppo simpatico che chiacchierava e faceva battute durante tutto il tragitto.
Altre volte mi mettevo d’accordo con un  altro compagno e con lui si andava soprattutto sull’autopista.  Era la giostra che preferivo; ancora oggi se trovo qualcuno  che mi si offre di portarmi a fare un giro,  non me lo faccio  chiedere due volte!

Un’altra giostra, ci cui però avevo un po’ di paura da bambino,  era la ruota panoramica; poi la paura mi è passata… basta dire che l’ultima volta che ci sono salito, è stato l’anno scorso con mia nipote Martina.

Un altro bel ricordo era quando ho fatto i due anni supplementari alle elementari: la maestra Berra, in occasione della festa, portava la classe al Santuario e ci raccontava la storia della Madonna di Corbetta e del suo miracolo.

Andando avanti con l’età, ahime è  finito il tempo di andare sulle giostre. Anche se ero ancora  un grande appassionato.

Così gli anni delle medieavrei voluto uscire con compagni, ma come potevo? Così ogni tanto ci andavo con la mia professoressa di  sotegno e i suoi quattro bambini oppure  con mia sorella e il suo ragazzo, che poi è diventato l’attuale marito.

Sempre più avanti con gli anni, giunti al periodo delle superiori incominciai a frequentare il gruppo scuot: durante la festa del Perdonoi i ragazzi  più grandi si occupavano di gestire i Parcheggi nel cortile dei pasri somaschi e nella villa Pagani;  come sempre pioveva e dovevano rimanere umidi sotto l’acqua. A me piaceva fare un giro tra le bancarelle e assaggiare le frittelle che preparavno alla fiera.

Nei ultimi anni la storia è sempre la stessa.

Faccio un giro al giovedì mattina  con qualcuno della famiglia o con il mio  amico Alessio che mi accompagn volentiri a fare  due passi in fiera.

Poi (chi di voi non ha capito che sono un goloso?) il lunedì successivo alla festa di solito vado in bici in biblioteca e  quando esco corro a prendere due fritelle e mi sposto a mangiarle  insieme alla suocera di mia sorella che abita lì vicino.
Spesso capita che faccio il bis: se la suocera infatti mi dici “mangi anche la  mia?” non lo faccio ripetere due volte!.

 

Andrea