Siamo giunti di nuovo a setttembre per tanta gente è il mese della ripartenza dopo le vacanze.
Penso soprattutto agli studenti che tornano sui banchi di scuola, e cosi ritovano i compagni di classe per raccontarsi cosa hanno combinato durante le vacanze.
Nel caso del primini c’è l’emozione della nuova avventura. In entrambi i casi non manca il profumo della cancelleria appena acquistata, l’odore dei libri nuovi comprati. Come mi piacevano! Questo vizio mi è rimasto (e in biblioteca mi trovo proprio nel posto giusto!)
Come vuole il mio grande capo, che nel commentare i miei articoli, mi dice sempre “devi inserire più di te stesso negli articoli!”, questìoggi lo accontenterò raccontandovi i miei primi giorni di scuola.
Ahimè oramai sono passati tanti anni da quei tempi lma proverò a fare uno sforzo per ricordare qualcosa.
Non mi chiedete come è andata il primo giorno delle elementari alla scuola Aldo Moro di Corbetta perché è passato tropo tempo, ma mi ricordo che dopo cinque anni il mio tempo alle elementari non era ancora finito: perché dopo la quinta ho dovuto rifare la quarta e quinto di nuovo.
In questo caso ho mi ricordo di quel nuovo primo giorno là: la maestra Berra disse alla classe “da quest’anno avrete un nuovo compagno”.
Fin da subito mi sono trovato bene con la nuova classe: si giocava all’intervallo a diversi giochi, in particolare a calcio, ed io non mi tiravo mai indietro
Cosi faccevo diventare i capelli dritti alle maestre; la maestra più traquilla, strano ma vero, era la mia maestra di sostegno, la bravissima Paola.
Permettetmi di dire qualcosa dibello sul lei: l’ho avuto per la bellezza di sei anni; non so quante battaglie ha combattutao per farmi imparare a leggere e a scrivere.
Alla fine delle elementari dopo nove anni ho l’asciato la scuola Aldo Moro: non ero però proprio felice perché in quei giorni era scomparsa mia nonna. Ma nonostante tutto sono passato alle medie.
In prima media avevo una professoressa di sostegno di nome Gloria troppo simpatica: per dirrne solo una delle tante quando c’era la lezione di educazione tenica prendeva due righe e mi portava nel corridolio a giocare a scherma!
Anche con lei andavo avanti con gli esercizi di lettura e scrittura (e proprio mentre stavo scrivendo questo sono andata a ricercarlla su facebook e l’ho trovata!).
Nei due anni seguenti la musica è cambiata perché avevo una nuova insegnante di sostegno: Cristina. Non posso dire che mi sono trovato male era una che pretendeva di più e voleva che dessi il massimo delle mie possibiltà. Cosi ero pieno di compiti e non avevo molto tempo per parlare con gli altri compagni.
Gli anni delle superiori sono quelli che mi ricordo con più grande piacere ed anche un po’ di maniconlia.
Al contrario di prima questa volta mi ricordo benissimo il primo giorno di lezione.
Entro in aula e peendo posto nel primo banco e noto subito che intono a me c’erano ventitre ragazze: per forza! ero iscritto in una scuola prevalentemente femminile.
Ho notato però che nell’angolo opposto al mio c’era un altro ragazzo di nome Ramon. Nei giorni seguenti si è spostato in banco insieme al me e così è stato per i quattro anni e mezzo a venire.
E’ impossibile scordarmi durante le lezioni gli scherzi che mi piacevano o i nostri commmenti sulle ragazze in classe e fuori.
Ogni tanto proseguivamo le chiacchiere nei magici promeriggi nelle mia cameretta: al posso di stufiare, cosa hanno sentito queste povere orrecchie!
Dopo il bienno che era uguale per tutti , potevamo scegliere tra due due indirizzi: aziendale oo turisimo.
Io presi l’indirizzo aziendale. Wravamo 15 in classe oltre a me e Ramon.
C’era la Tina che non vedeva l’ora che finissero le lezioni d’inglese chedetestava
poi c’era la Veronica che ogni tanto rivolta a noi due con il labiale pornunciava “ma siete dei porci!”
poi ogni tanto sentivo dei colpi sotto alla sedia ma era soltanto Laura,
d’erano le amiche per la pelle come Marta e Party
poi la prima della classe la’Emanuela,
c’erano anche Lella, Giovanna, Cauldia, Mery, Rossana e le due Sara.
e poi c’erano i professori di cui posso dire che erano bravi; loro dicevano di noi che eravamo la classe modello.
Sono solo un po’ di ricordi sparsi dei miei anni a scuola ma vi confesso ricordi bellissimi.