Poichè manca poco all’inaugurazione delle olimpiadi invernali di Milano e Cortina 2026 ho pensato di scrivere qualcosa sui giochi olimpici e paralimpici.
So bene che quelli invernali sono un pochino meno famosi di quelli estivi, ma questa volta si svolgono a Milano,  qui vicino al noi. Quindi occorre parlarne.

Dunque le olimpiadi si svolgono ogni quattro anni ma sarebbe meglio dire ogni due anni perchè si alternano quelle  estive e quelle invernali.
Una volta nell’antica Grecia quando c’erano i giochi olimpici venivano sospese tutte le guerre in giro per il  mondo: la cosidetta pax olimpica.

Per me le olimpiadi sono un’occasione per conoscere i paesi sparsi per il mondo che non mai sentiti nominare e di cui scopro l’esistenza proprio durante la cerimonia di apertura.

Le cerimonie di apertura sono dei veri e propri spettacoli e mi piacciono ancora più delle gare.

Ma non significa che non guardo le competizioni: per quanto riguarda le olimpiadi estive amo il nuoto, i tuffi e l’ippica .
Invece in quelle invernali mi piacciono molto il pattinaggio artistico sul ghiaccio e il curling, perché per me è un sport un po’ buffo.

Devo ammettere che però guardo con molta più passione i giochi paralimpici. Li guardo con più partecipazione perché sono anche io come uno di loro.

A mio parere sono un pochino meno seguite.

Spesso alle parlimpiadi assistiamo a persone diversamente abili che fanno dei tempi che anche i normalmente abili se li sognano!
Si possono vedere  anche atleti senza una gamba o senza un braccio capaci di gareggiare.
Se ti chiedi come fanno a fare quei tempi li, secondo me “se si vuole si può fare tutto” ! Questo “motto” lo uso spesso anche nella mia vita quotidiana.
Sono certo che tutti conoscete la bandiera olimpica formata da cinque cerchi di cinque colori diversi che rappresentano i cinque continenti (blu – Europa, giallo – Asia, rosso – America, nero – Africa e verde  – Oceania).

Non so se invece conoscete la bandiera delle paralimpiadi

Ci sono tre specie gocce che vengono chiamate agitos (dal latino agito, ovvero io mi muovo) in blu, rosso e verde.

Ecco alcuni degli sportivi più famosi che hanno partecipato alle paralimpiadi

Bebe Vio (Italia – Scherma): Campionessa nel fioretto, icona di tenacia e unica schermitrice al mondo senza arti, vincitrice a Rio 2016 e Tokyo 2020.

Alex Zanardi (Italia – Para-ciclismo): Pilota automobilistico, ha conquistato diversi ori paralimpici dopo l’incidente, simbolo mondiale di rinascita.

Rico Roman (USA – Ice Hockey): Leggenda dell’hockey su ghiaccio, plurivincitore dell’oro con il Team USA.

Assunta Legnante (Italia – Atletica): “Donna dei record” nel getto del peso, famosa per la sua forza e per aver continuato a vincere dopo la perdita della vista.

Francesco Bocciardo (Italia – Nuoto): Campione paralimpico di stile libero, plurimedagliato a Tokyo 2020 e Parigi 2024.

Oney Tapia (Italia – Atletica): Lanciatore (disco/peso), noto per la sua determinazione e le vittorie internazionali.

Carlotta Gilli (Italia – Nuoto): Stella del nuoto farfalla, vincitrice di molteplici ori a Tokyo e Parigi.

Stefano Raimondi (Italia – Nuoto): Protagonista nel nuoto rana, oro a Parigi 2024.

Rigivan Ganeshamoorthy (Italia – Atletica): Lanciatore, vincitore dell’oro a Parigi 2024, simbolo di leggerezza e successo.

Federico Morlacchi (Italia – Nuoto): Plurimedagliato, portabandiera a Tokyo 2020

Le prime paralimpiadi si sono tenute a Roma nel 1960.

Nel 1980 la  Russia che quell’anno ospitò le olimpiadi  dimostrò scarso interesse per l’organizzazione delle paralimpiadi (che quell’anno si tennero ad Arnhem nei Paesi Bassi) da quella volta la Russia non è stata mai più invitata.
Ora aspettiamo di vedere quelle di Milano e Cortina

BUONA VISIONE!